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Una Zes unica per tutta Italia?
Il Governo è al lavoro per estendere i meccanismi di semplificazione della Zes unica del Mezzogiorno al resto d'Italia. Lo ha detto il presidente del Consiglio in un messaggio inviato a "La Piazza": https://shorturl.at/hrHWZ
La Zes è stata istituita il 1° gennaio 2024 con il D.L. 124/2023 (conv. L. 162/2023) e comprende i territori di: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e con la L. 171/2025 Marche e Umbria.
E' una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte di aziende già operanti o che si insedieranno può beneficiare di speciali condizioni in termini economici, finanziari e amministrativi, in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo d'impresa, come la semplificazione amministrativa.
Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è istituita la Struttura di missione Zes, che opera quale amministrazione procedente per il rilascio dell'autorizzazione unica.
La Zes è dunque caratterizzata da un regime giuridico di specialità, giustificato dalla “necessità ed urgenza di intensificare gli interventi volti a favorire il superamento del divario economico e sociale delle regioni del Mezzogiorno rispetto alle altre aree del Paese“ (preambolo D.L. 124/2023).
Se già il Mezzogiorno presenta situazioni diversificate, rispetto alle quali l'uniformità delle regole può portare ulteriore iniquità, conservando il divario invece di ridurlo: https://shorturl.at/Bnrcx in contrasto con il secondo principio di Rawls per cui le ineguaglianze economiche e sociali devono essere "per il più grande beneficio dei meno avvantaggiati e aperte a tutti in condizioni di equa eguaglianza di opportunità”: https://shorturl.at/mIdcI , estendere ora tale regime all'intero territorio nazionale appare una contraddizione in termini, visto che elimina alla radice il concetto di specialità, perpetuando il consueto approccio utilizzato dal Legislatore rispetto alla semplificazione, fatto di accentramento organizzativo, uniformità normativa, standardizzazione organizzativa, che se da un lato evita una disparità di trattamento per procedimenti sostanzialmente uguali, non tiene adeguato conto delle specificità e differenziazioni locali che determinano varianze nelle procedure, da intendersi come positiva autonomia locale dei Comuni, finendo per inibire le best practices presenti.
E come insegna la crisi del New Public Management, l’idea di applicare in modo aprioristico le medesime soluzioni in contesti istituzionali molto diversi tra loro, spesso poco adatti a recepirle, si è mostrata scarsamente efficace.
In allegato un estratto riguardante la Zes dal libro: "Suap: 25 anni e non sentirli” di Gianluigi Spagnuolo.
Il volume è disponibile su:
https://lnkd.in/dizBM5x8
